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Perché gli EAP non servono solo nei momenti di crisi

Pubblicato: 16 giugno 2026

Abbiamo fatto molta strada dai primi programmi di assistenza alle persone, Employee Assistance Program (EAP), offerti dalle aziende. Ecco perché l’EAP di oggi può aiutare anche i collaboratori che stanno bene a mantenersi in salute, a essere motivati e a dare il meglio di sé.

I Programmi di Assistenza ai Dipendenti, o Employee Assistance Program (EAP), sono nati come strumento per aiutare i lavoratori che vivevano situazioni di fragilità o stress. Hanno iniziato a diffondersi negli Stati Uniti alla fine degli anni Trenta, nella fase conclusiva della Grande Depressione, come estensione dei programmi di supporto per le dipendenze.

Nei decenni successivi, queste soluzioni si sono evolute all’interno di diverse aziende, arrivando a includere altri tipi di supporto, come l’assistenza finanziaria e legale. Tradizionalmente, però, gli EAP erano concepiti come strumenti reattivi: una rete di sicurezza aggiuntiva per i collaboratori che stavano attraversando un momento di difficoltà.

Non sorprende quindi che, ancora oggi, molte persone tendano a considerarli come qualcosa di cui hanno bisogno “gli altri”: le persone “con problemi”. Negli ultimi anni, tuttavia, gli EAP si sono evoluti in qualcosa di molto più ampio e integrato, diventando sistemi di prevenzione e tutela del benessere anche per i collaboratori più coinvolti, attivi e in buona salute emotiva.

Continua a leggere per scoprire di più su questo strumento e su come può contribuire a sostenere il benessere delle persone, aiutando i team a rimanere motivati, in salute e ingaggiati.

Perché le aziende investono negli Employee Assistance Program

Sempre più spesso, oggi, i datori di lavoro si rendono conto che offrire un’assicurazione sanitaria o servizi sanitari non basta, da solo, a garantire il benessere complessivo dei collaboratori. Lo dimostrano anche i costi legati all’assenteismo e alle assenze non programmate, che possono avere un impatto significativo sulle organizzazioni.

Negli Stati Uniti, una stima quantifica questa perdita in circa 600 miliardi di dollari l’anno, dovuti alle assenze non programmate, legate a malattia o ad altre cause. La stessa analisi stima un costo medio di 4.080 dollari per ogni lavoratore full-time e di 2.040 dollari per ogni lavoratore part-time.

Anche in Europa e in Italia, le aziende stanno affrontando sfide simili legate a burnout, disengagement e salute mentale nei luoghi di lavoro. Secondo l’Osservatorio INPS 2025, l’assenteismo costa alle imprese italiane circa 12,5 miliardi di euro l’anno, con un costo medio stimato di circa 190 euro per dipendente per ogni giorno di assenza.

Anche il coinvolgimento complessivo dei lavoratori resta estremamente basso, facendo crescere il costo del disingaggio e della perdita di produttività per le organizzazioni. Secondo il report State of the Global Workplace 2026 di Gallup, nel 2025 solo il 20 per cento dei lavoratori a livello globale risultava coinvolto nel proprio lavoro, il livello più basso dal 2020. Gallup stima inoltre che il basso coinvolgimento sia costato all’economia mondiale circa 10.000 miliardi di dollari in produttività persa, pari al 9 per cento del PIL globale.

Alla luce di questi dati, è facile comprendere perché aiutare le persone a sentirsi coinvolte, sicure e nelle condizioni di dare il meglio sia nell’interesse di tutti.

Gli EAP moderni sono progettati proprio per affrontare queste sfide, offrendo una varietà di risorse in grado di supportare i collaboratori lungo tutto il continuum del benessere: da chi sta bene, fino a chi si trova in una condizione di malessere e difficoltà. Quando le persone possono accedere in qualsiasi momento al supporto offerto da un EAP moderno, diventano più resilienti, con un impatto concreto sul successo dell’organizzazione sul lungo periodo.

Quali servizi offre un Employee Assistance Program?

Certamente include i servizi di salute mentale e consulenza psicologica a cui spesso si pensa quando si sente parlare di EAP. Ma, oltre a queste soluzioni più tradizionali, l’EAP di oggi può offrire anche supporto per caregiver e familiari (figli, genitori anziani, parenti), risorse per la salute fisica, consulenza legale e finanziaria, risorse formative e molto altro.

Conosciamo Stefano

Supporto ai caregiver e assistenza familiare

Stefano ha 45 anni e lavora nel settore delle costruzioni, in presenza, cinque giorni alla settimana.

Sta iniziando a preoccuparsi per i suoi genitori anziani, che hanno sempre più bisogno di supporto. Stefano non sa bene come orientarsi tra le opzioni di assistenza, come coordinare le responsabilità familiari o come pianificare i prossimi passi.

Attraverso il suo EAP, Stefano entra in contatto con uno specialista che lo aiuta a comprendere le soluzioni di assistenza disponibili, ad accedere alle risorse locali e a costruire un piano pratico per supportare i suoi genitori.

La consulenza psicologica è disponibile, se dovesse aver bisogno di supporto emotivo, ma il valore immediato per Stefano sta nella possibilità di ricevere indicazioni chiare, pratiche e concrete, che lo aiutano ad affrontare la situazione con maggiore fiducia, e non solo a gestire lo stress.

Conosciamo Elena

Supporto legale e consulenza pratica

Elena ha 36 anni, è una Project Manager con alte performance e si divide tra lavoro ibrido, scadenze e due figli piccoli.

Con il cambiamento della sua situazione familiare, Elena ha bisogno di aggiornare alcuni documenti importanti, come le disposizioni testamentarie, le deleghe per la gestione di aspetti familiari e patrimoniali e le indicazioni da lasciare in caso di imprevisti, ma non sa bene da dove iniziare.

Attraverso il suo EAP, Elena accede a un professionista legale che le offre una guida sulle opzioni disponibili, le spiega gli aspetti principali da considerare e la aiuta a muovere i primi passi con le giuste informazioni.

Pur non sostituendo una rappresentanza legale completa, questo supporto offre un orientamento accessibile e pratico, rendendo più semplice affrontare decisioni complesse.

Gli EAP moderni non sono pensati solo per le emergenze: possono offrire anche strumenti e risorse proattive, come formazione e coaching, assessment sul benessere e monitoraggio delle attività, per supportare le persone prima che emergano le difficoltà. In ottica preventiva, le risorse di un EAP possono aiutare chi sta già bene a mantenere il proprio equilibrio.

“Come clinico, ho visto persone rifiorire quando hanno avuto accesso illimitato a un supporto personalizzato, come accade con il giusto EAP”, ha dichiarato Diego Scarselli, Operations Manager di TELUS Health, in Italia. “I programmi che supportano i collaboratori, sia quando stanno bene, sia quando affrontano difficoltà, possono fare una grande differenza per i datori di lavoro che desiderano persone positive e motivate nella propria organizzazione. Il costo del mancato supporto può avere un effetto a cascata sulla performance, sia dei collaboratori sia dell’organizzazione.”

I benefici dell’EAP: come aiutano a prevenire burnout e quiet quitting

Un EAP efficace offre ai collaboratori la possibilità di anticipare le sfide e prepararsi prima che si presentino; quando poi emergono, li mette nelle condizioni di agire e di attivarsi in prima persona. Infine, fornisce strumenti e risorse per rispondere in modo adeguato anche dopo un evento inatteso.

Un collaboratore più senior, ad esempio, potrebbe utilizzare la consulenza finanziaria e legale del proprio EAP per comprendere quali passi compiere prima della pensione. Durante questa fase di transizione, potrebbe ricorrervi nuovamente per parlare con un professionista della salute mentale, così da prendere decisioni e affrontare il cambiamento con maggiore fiducia. Infine, una volta in pensione, l’EAP potrebbe mettergli a disposizione risorse formative e documentazione utili per adattarsi alla vita dopo la carriera professionale.

Lungo tutto questo percorso, l’EAP resta disponibile anche quando emergono situazioni critiche improvvise: non solo come strumento di supporto nei momenti di maggiore difficoltà, ma anche come risorsa continuativa nelle diverse fasi della vita professionale e personale.

L’accesso a EAP flessibili e personalizzati consente a collaboratori e collaboratrici di ricevere un supporto adatto e puntuale, e di sentirsi visti e accompagnati anche dalla propria azienda. Questo può contribuire a ridurre il disingaggio e fenomeni come il “quiet quitting”, espressione che descrive situazioni in cui la performance delle persone si riduce a causa di burnout e altri fattori di stress.

Diego Scarselli, Operations Manager di TELUS Health Italia, sottolinea: “Prendersi cura di sé è una competenza che si apprende, e tutti abbiamo bisogno di supporto e pratica per svilupparla. Con un EAP, i collaboratori possono costruire questa competenza con il supporto di esperti, preparandosi ad affrontare ciò che accade nella vita di tutti i giorni, così da recuperare più rapidamente e mantenere più a lungo il proprio benessere.”

Come incrementare l’utilizzo di un EAP in azienda

Chi lavora nelle Risorse Umane lo sa bene: le persone non possono utilizzare una risorsa che non conoscono o non comprendono.

Secondo il Barometro della salute mentale TELUS Health 2026:

  • l’82% dei lavoratori non è sicuro o ritiene che il proprio datore di lavoro non offra un Employee Assistance Program;
  • solo il 18% è consapevole che la propria azienda offre un EAP;
  • il 30% dei lavoratori dichiara che la salute mentale influisce negativamente sulla propria produttività lavorativa.

Questi dati evidenziano una sfida importante: anche quando un EAP è disponibile, molte persone non comprendono davvero cosa sia, come funzioni o quando utilizzarlo.

Per questo motivo, la comunicazione interna gioca un ruolo fondamentale nell’efficacia di un Employee Assistance Program.

Per aumentare l’utilizzo e il valore percepito di un EAP, le aziende possono:

  • utilizzare esempi concreti e scenari realistici;
  • integrare l’EAP nei percorsi di onboarding;
  • formare i manager affinché sappiano orientare i collaboratori verso le risorse disponibili;
  • normalizzare l’utilizzo dell’EAP come strumento di prevenzione e supporto quotidiano, non solo nei momenti di crisi;
  • comunicare il programma attraverso diversi formati e canali interni.

Quando leadership e manager comprendono pienamente il valore di un EAP, possono diventare promotori attivi del wellbeing organizzativo e contribuire a rafforzare engagement, fiducia e cultura aziendale.

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